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La psicoanalisi italiana è partita da Trieste e qui ha ritrovato l'occasione per stilare un bilancio della sua storia e della sua crescita.
Trieste, città di frontiera, incrocio di razze, mentalità e tradizioni del mondo latino, slavo e tedesco, punto di contatto nel quale si scontrano e si integrano realtà disparate, fu, non a caso, culla della psicoanalisi italiana. In questo luogo, capace di accogliere spinte contrastanti, di organizzarle e di costituirsi come crogiolo genetico di culture, furono trovate le condizioni per acquisire, in Italia, una consapevolezza dell'individuo negato. Alcuni decenni dopo, nella stessa area e per le stesse ragioni storiche e geografiche, si trovarono le condizioni per una consapevolezza dell'istituzione negata.
A Trieste, nel 1876, Freud fece sulle anguille la sua prima ricerca originale, da biologo, presso la Stazione Zoologica Sperimentale.
A Trieste vissero scrittori e poeti, come Italo Svevo e Umberto Saba, per citare solo i maggiori, che si fecero portatori di voci e sensibilità artistiche