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Una domanda che viene da porsi nel leggere un libro così ricco e complesso come quello di Daniel Stern, introdotto da Massimo Ammaniti, è su che cosa sia il sé e se si è d'accordo su alcune delle definizioni proposte. Stern dice che non c'è accordo su che cosa sia il Sé anche se poi si richiama a quegli autori che l'hanno definito come un aspetto della personalità che caratterizza l'individuo fin dall'inizio della vita.
La ricerca di Stern è tesa alla conoscenza del mondo soggettivo del bambino a partire dalla nascita. Ma “poiché non possiamo conoscere il mondo soggettivo che i bambini hanno — egli scrive con un understatement tutto inglese — dobbiamo inventarlo. Questo libro è tale invenzione”.
Un assunto di base del lavoro di Stern è che esista nel neonato un senso preverbale del Sé, che precede cioè lo sviluppo del linguaggio e della coscienza autoriflessiva o coscienza di Sé. Tale è il senso di poter agire, della coesione fisica, della continuità temporale e delle intenzionalità