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In questo scritto vorrei comunicare alcune ulteriori riflessioni intorno al tema della conclusione dell'analisi, del quale mi sono interessata ripetutamente in passato.
In modo specifico, qui comincio a prendere in considerazione il complesso problema della fase post-analitica. Questo lavoro rappresenta anche un ulteriore contributo all'argomento da me già affrontato al Congresso “Il processo psicoanalitico nei suoi aspetti di continuità e di discontinuità” .
Comincerò con l'indicare i punti che finora mi sono sembrati i più rilevanti.
Su un piano più generale il quesito della natura della disposizione mentale post-analitica, se essa sia necessariamente autoanalitica o no e quale sia l'assetto nel quale si svolge.
Su un piano più specifico mi chiedo se la fine dell'analisi rappresenta
(*) Relazione letta al Panel “La tecnica psicoanalitica: dalla medio-analisi alla terminazione” (Centro Milanese di Psicoanalisi), giugno 1987.
la conclusione di un processo o solo di una relazione. E in che connessione sono i due elementi?
L'osservazione di casi in situazione post-analitica, mostra la interrelazione fra situazioni di interminabilità, interruzione, rianalisi.
Circa il destino della relazione analitica, mi chiedo quali parti o momenti di essa possono soggiacere all'oblio.