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Chi insegnasse agli uomini a morire,
insegnerebbe loro a vivere
Lo scopo di questo di questo lavoro è di sottolineare:
la presenza di un'angoscia reale per l'inevitabilità della propria morte, “l'angoscia più viva e pesante da sopportare” (Jaccard 1971);
che tale angoscia è stata per lo più negata dalla psicoanalisi, attraverso l'utilizzazione di teorie diverse, tra le quali quella della pulsione di morte.
Anche se il mio lavoro è prevalentemente teorico, le ipotesi sviluppate in esso sollevano interrogativi e desiderano aprire un'area di ricerca per la pratica clinica e la tecnica, in particolare per quanto riguarda i problemi relativi alla conclusione del trattamento psicoanalitico.