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Sento preliminarmente l'esigenza di delimitare il campo per evitare aspettative e fraintendimenti che il titolo del lavoro potrebbe generare considerata l'estensione e problematicità del tema (“costruzione di una teoria”) e la grandezza e complessità dei due uomini di scienza ai quali faccio riferimento. La mia riflessione verterà principalmente su un confronto di due scritti: Pulsioni e loro destini (1915a) di Freud e una lettera di Einstein del 1952 al suo amico Solovine, nella quale con l'aiuto di un grafico egli riassume la sua posizione epistemologica (Holton 1973). Dopo aver tracciato i limiti di queste mie pagine, voglio però anche indicare che questo lavoro si inscrive in una ricerca più ampia sulle radici epistemologiche e metodologiche della nostra disciplina, ricerca che ha come punto di riferimento costante e obbligato l'insegnamento freudiano.
Ritengo necessario spendere qualche parola per indicare il livello teorico in cui mi muoverò. Non confronterò i contenuti, gli “oggetti”, di due discipline distanti (la fisica e la psicoanalisi), quanto piuttosto istituirò