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Il lungo e paziente lavoro di un gruppo di ricerca di psicoterapeuti infantili, ampio nelle sue coordinate geografiche, da Novara a Lucca, ma coerente e coeso nelle sue coordinate scientifiche, il modello psicoanalitico della personalità, trova nelle pagine di questo volume e con le parole delle sue autrici una chiara ed esaustiva espressione. In otto capitoli vengono affrontati temi clinici e teorici di grande rilievo, che vanno ben oltre la casistica clinica e lo specifico del disegno, benché questo e quella rimangano la sostanza centrale della ricerca e del libro, che si avvale di una bella parte iconografica, con ben 72 tavole a colori, della quale va dato merito all'editore Raffaello Cortina.
Una prima parte del libro comprende cinque storie di terapie, singolarmente tematizzate, raccolte con cura, seguite nella produzione di disegni dei rispettivi bambini. Vengono esplorati i temi dell'autismo, del senso del vuoto, il rapporto inglobante, la sessualità femminile. A fianco di ogni capitolo è una storia clinica raccolta con cura da collaboratori delle autrici del libro, anch'essi assai meritevoli. Una seconda parte affrontai temi della simbolizzazione degli oggetti primari, i parametri spazio-temporali dell'esperienza primaria, le emozioni e il colore.
Due sono le premesse fondamentali del libro. La prima è la osservazione di Melanie Klein di come “dietro il disegnare e il dipingere vi è una profonda attività dell' inconscio e cioè la procreazione e la produzione nell'inconscio dell'oggetto raffigurato”. La seconda premessa è che lo studio del disegno nella camera dei giochi “non può mai prescindere dalla qualità del rapporto con il terapeuta e da quanto avviene nel corso della seduta”. Voglio subito precisare che questo non prescindere dalla qualità del rapporto è inteso in senso reale e profondo, non come superficiale associazione tra il disegno, il bambino e il terapeuta. Difatti scrivono: “Nel momento in cui i bambini disegnano, ci trasmettono le loro sensazio