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Il presente lavoro raccoglie e rielabora alcuni miei precedenti contributi: la relazione “Una stagione a Vienna”, tenuta a Trieste nel dicembre 1985, durante il Convegno Internazionale “Trieste: la cultura psicoanalitica. Bilancio storico”, pubblicata nel 1987 nel volume La cultura psicoanalitica, che raccoglie gli Atti del Convegno, e quasi contemporaneamente nell'International Review of Psycho-Analysis col titolo “A Spell in Vienna: but was Freud a Freudian?” e la presentazione dal titolo “Il setting, variazioni sul tema”, fatta a Bologna nel corso dei Seminari Multipli del maggio 1987, in un gruppo di colleghi particolarmente felice e produttivo.
Rinvio alla voce “Il setting”, pubblicata recentemente (1986) sulla Rivista di Psicoanalisi a cura di F. Ferraro e C. Genovese, all'agile lavoro di G. Di Chiara (1971), ai contributi teorici e metodologici di G. Hautmann (1974, ), e agli originali lavori di E. e G. Gaburri (1976), S. Molinari Negrini (1984), C. Preve (1986) e al saggio di A. Saraval (1988) per ulteriori approfondimenti del concetto.
Qui, dopo aver ricordato che probabilmente il primo ad usare la voce “setting” nel senso in cui l'intendiamo, è stato Winnicott nel 1955, al XIX