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l'obiettivo del nostro gruppo di lavoro fu la ricerca di criteri tecnico-scientifici cui far riferimento per impostare correttamente il lavoro di supervisione. Inoltre ci si riproponeva di colmare una lacuna nel training stesso per quanto attiene appunto alla formazione del supervisore.
Già dall'esame preliminare della letteratura relativa _ in particolare dall'esauriente rassegna critica di De Bell (1963), dallo studio di Fleming e Benedek (1966) e dalla monografia curata da _ apparve evidente come il modello ideale di supervisore fosse mutato nel tempo.
Inizialmente “essendo il supervisore un clinico entusiasta del metodo psicoanalitico riteneva di assolvere al suo compito trasmettendo allo studente la sua comprensione del caso, non solamente in termini di diagnosi e di inquadramenti genetico e dinamico, ma anche puntualizzando gli aspetti dell'evoluzione del transfert. A guardare a ritroso con occhio critico potremmo dire che il supervisore tendeva a sostituirsi al candidato