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Il libro di Morton Reiser si inserisce in un movimento culturale che si propone di collocare la psicoanalisi all'interno del mondo scientifico moderno e mi sembra significativo che il tentativo venga effettuato da chi é stato recentemente il Presidente della più numerosa Società psicoanalitica esistente. Il tentativo avviene in una prospettiva biologica ed é quindi sotto questo aspetto un ritorno alle origini.
l'operazione potrebbe andare incontro oggi ad un destino migliore di quello che ebbe con Freud sia per i progressi compiuti dalla neurobiologia moderna sia per la rinuncia ai concetti metapsicologici che, reificati, hanno reso impossibile la articolazione della psicoanalisi con la biologia. Fino a qui tutto bene e mi trovo tanto d'accordo con l'Autore, che vorrei fermarmi a questo punto, augurandomi la traduzione in italiano di questo libro scritto con ammirevole chiarezza, senso clinico e competenza nei campi sia della neurobiologia che della teoria psicoanalitica. Trovo cioé qualche difficoltà ad esprimere i punti di dissenso che riguardano aspetti non trascurabili del tema, così come é stato svolto. Ma le problematiche sollevate dall'Autore sono troppo importanti per tacerle. Il proposito é quello di prendere in considerazione quei dati di natura neurobiologica che propongono delle analogie o connessioni con i fenomeni clinici dei ricordi o delle dimenticanze selettive, dei rapporti fra idee e sentimenti, dell'ansia-segnale. Queste analogie vengono studiate con quello che l'Autore chiama metodo del doppio binario (dual-track approach) e che consiste nello studiare separatamente, ma parallelamente i dati pertinenti ai singoli campi (mente e cervello).