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La comparsa di un libro di Marcella Balconi sul disegno e la psicoanalisi infantile era molto attesa da tutti coloro che, a partire dalla mia generazione, avendo in un modo o nell'altro lavorato e imparato da lei, durante i circa 40 anni della sua attività nel campo della neuropsichiatria infantile su base psicoanalitica, l'hanno sempre considerata una pioniera e una maestra amatissima; e proprio ripensando a quei tempi eroici, quando il lavoro in campo pedopsichiatrico si basava ancora largamente sull'uso dei tests, mi torna alla mente un esempio della sua passione e originalità in questo campo specifico, che è la proposta avanzata negli anni '50 di far disegnare ai bambini la loro risposta alle note favole della Düss, il che permetteva di ottenere una quantità di materiale di indagine e comprensione.
Non me ne voglia perciò la coautrice del volume, la prof. Giulia Del Carlo Giannini, i cui contributi a questo libro sono brillanti, molto ricchi ed esaurienti, se, come ha già fatto nella sua prefazione A.M. Galdo, in questa recensione la trascurerò un po’.
Questo libro si compone di una serie di saggi dovuti rispettivamente alle due AA., che si propongono una ricerca sui vissuti infantili più precoci, come si può ricavare dai disegni fatti da bambini gravemente disturbati (che potremmo definire, anche se non amiamo molto le etichette, come bambini psicotici con modalità prevalentemente autistiche ma anche simbiotiche), nel corso di psicoterapie iniziate prima dell'età di latenza. Il filo conduttore di questi scritti è lo studio, la disamina e la ricerca di una comprensione più profonda dei vissuti primitivi del bambino nel rapporto di oggetto parziale bocca-capezzolo-seno-viso materno, nel tentativo di descrivere il passaggio dalle immagini primarie fissate nell'inconscio e iscritte nel disegno come espressione di sensazioni primitive, a vissuti emotivi, ad emozioni dunque e successivamente, a pensiero; il quadro di riferimento teorico è collegato soprattutto alla