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Questo volume di Piero Paolicchi colma nel modo migliore un vuoto della cultura psicologica italiana (e non solo italiana), costituendosi come punto di riferimento obbligato per chiunque voglia studiare la vita morale. Anche in questa ricerca, come nelle precedenti, Paolicchi prende le mosse da una approfondita ricognizione dei contributi in materia già esistenti (dai classici ai contemporanei), sviluppando la sua linea di indagine in un puntuale e rigoroso confronto critico con le correnti fondamentali della psicologia del Novecento. In particolare, viene esaminata e discussa una vasta letteratura, soprattutto anglosassone, prodotta negli anni '70 e '80, e quasi del tutto inedita in Italia.
Dopo una Introduzione, dedicata a “Filosofia e scienze umane di fronte alla morale”, Paolicchi si sofferma sull'analisi dell'esperienza morale compiuta dai grandi orientamenti teorici della psicologia moderna: Freud, il funzionalismo, il comportamentismo, Piaget. La parte centrale del volume, poi, è dedicata ad un bilancio critico dei risultati delle ricerche empiriche svolte nell'ambito del modello apprendimento-socializzazione e di quello genetico-cognitivista, non senza una speciale attenzione anche per le più interessanti proposte di modelli comprensivi avanzate negli anni recenti. Nell'ultima parte Paolicchi mette a cimento discipline come la neurofisiologia, la psicologia, l'antropologia provocandole e sfidandole a comprendere e spiegare l'esperienza morale: la parzialità delle risposte, che ciascuna di esse può dare, dissuade da ogni interpretazione riduttiva della condotta umana.
Ed ecco il percorso compiuto dall'A. attraverso i temi dell'indagine.
La psicologia ha manifestato verso il tema della morale atteggiamenti contrastanti: dall'indifferenza alla timidezza, all'euforica convinzione di poter sciogliere col ‘metodo scientifico i nodi dibattuti da secoli. La centralità del tema della morale è evidente nelle grandi figure dei primi