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Dal 1924 Freud non partecipava più alle assemblee della Società Psicoanalitica viennese e organizzava perciò a casa sua, una volta al mese e quando la salute glielo permetteva, delle riunioni coi più intimi per avere qualche scambio di opinioni o illustrare qualche suo nuovo lavoro. Durante una di queste serate (è R. Sterba (1982) che racconta l'episodio come esempio dell'estraneità che il suo maestro provava per i “parametri tecnici”), mentre stava parlando di quante sollecitazioni occorrono per far superare ai pazienti le difficoltà e i dubbi che l'analisi comporta (“a volte si deve promettere che i sintomi si attenueranno, che il lavoro e le relazioni personali ne potranno beneficiare”), la figlia Anna lo interruppe per rimproverarlo: “e come fai a rilasciare promesse che non sai se potrai poi mantenere?”. “Ecco — replicò il padre — da questo si capisce che non hai fatto il medico!”.
Precetti per i medici che praticano la psicoanalisi fu il titolo assegnato agli scritti sulla tecnica (Jones 1953) e benché abbia in seguito affermato ripetutamente che la laurea in medicina non era necessaria per la pratica