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Di fronte al controtransfert Freud mostrò fin dall'inizio una continua preoccupazione. Lo sentiva come una minaccia per la buona reputazione della psicoanalisi e suggeriva a Jung (Freud , 512) che sarebbe stato meglio non stampare un articolo sulla controtraslazione, ma farlo circolare soltanto tra gli psicoanalisti.
Come fa osservare Cremerius (1985), per uscire da situazioni drammatiche Freud adoperava di fatto un duplice concetto di transfert: un transfert nevrotico ed un transfert inoffensivo. Nel primo caso Freud, assolutamente neutrale, si limitava ad interpretare. Invece quando pensava di trovarsi di fronte ad un transfert inoffensivo diventava molto personale e si poteva mettere a discorrere col paziente anche di sé e dei fatti propri. Questo escamotage difensivo, che oggi alcuni psicoanalisti possono considerare abbastanza grossolano, si è tuttavia tramandato per lo meno fino all'epoca della formazione degli analisti della mia generazione in Italia. Ad esso si riallaccia il vecchio falso problema della distinzione tra il transfert