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Nei lavori psicoanalitici con “rappresentazione mentale” (d'oggetto, del sé, ecc.) troviamo spesso indicato il punto cruciale dello sviluppo della struttura psichica, attorno al quale ruota l'attività economica e dinamica. Poiché non tutti gli autori usano tale termine in modo univoco, trovo che si ingeneri qualche confusione. Vorrei perciò riproporre alcune riflessioni sul tema seguendo due vie. Lungo la prima via esaminerò l'uso cli-nico del termine, argomento che tratterò in modo necessariamente sommario perché coinvolge pressoché tutta la nostra letteratura. Lungo la seconda via esaminerò con maggior ampiezza alcuni lavori specifici sull'argomento.
A cominciare da L'interpretazione delle afasie (1891), Freud usò “Ding-Sachvorstellung” (propongo: “presentazione-di-cosa”) (1) per indicare