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La dichiarata ambizione dell'autore, analista kleiniano a Londra particolarmente interessato al lavoro con i gruppi, è di costituire con questo volume la diramazione, più che la controparte, kleiniana ai ben noti dizionari di Laplanche e Pontalis e di Rycroft. L'opera è divisa in due parti: la prima, composta di tredici voci o temi principali disposti in ordine cronologico sui concetti di base, si propone al lettore come introduzione alla psicoanalisi kleiniana; la seconda, composta di voci generali disposte in ordine alfabetico, comprendenti anche i principali autori della scena kleiniana e i concetti degli sviluppi più recenti, si presenta ovviamente più per la consultazione che per la lettura continuativa. La prima voce principale dà, sulla Tecnica, considerata, in quanto tecnica del gioco, il nuovo strumento con il quale M. Klein poté fare le sue osservazioni e arrivare alle sue scoperte, la storia del suo sviluppo, prima con i bambini, poi con gli adulti, fino ai criteri più recenti: e non manca di confrontarla con la tecnica classica e di ricordare i termini della polemica con A. Freud e della controversia sulla profondità e sui livelli dell'interpretazione. Si rimane colpiti dall'ampiezza dell'informazione e dei riferimenti bibliografici, spesso accompagnati dalla opportuna citazione — impressione che la lettura delle voci successive conferma e accresce — ma la proposizione e riproposizione dello stesso tema in diverse dimensioni, sezioni e combinazioni può suscitare un qualche imbarazzo, come di alcunché di meccanico e ripetitivo, che forse poi non è proprio. Nei continui confronti, richiami e riferimenti è certamente da riconoscere l'intento dell'autore di riuscire obiettivo e scientifico, e moderno e informativo al massimo come attraverso i diversi e complementari riquadri che il tasto del computer fa apparire sullo schermo. Trovo siffatta impostazione convincente fino a un certo punto: non riesco a vedere come il criterio dell'ampiezza dell'informazione e