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Vi sono molti libri che affrontano argomenti psicoanalitici da vertici non psicoanalitici. Alcuni si rivelano utili per gli stessi psicoanalisti, poiché forniscono l'occasione di rivedere, attraverso un'ottica diversa, certi concetti e di ridurre quell'alone di ambiguità, di non detto, che molti di questi concetti portano con sé. Essi sollecitano uno sforzo di chiarezza atto a ridimensionare malintesi e critiche infondate. Altri si rivelano invece utili, poiché suggeriscono ipotesi di lavoro in aree di indagine confinanti o addirittura intrecciate con quelle della psicoanalisi, aree meritevoli di esplorazione con strumenti diversificati.
Psicosomatica del Transfert è un libro degno di interesse per entrambi i motivi. Circa gli stimoli ad un chiarimento va detto dell'uso indiscriminato che si è fatto del termine “pensiero” e che ha generato molti equivoci. Non si sa bene se oggi con tale termine in psicoanalisi si debba intendere, come fa Piscicelli, solo l'insieme delle funzioni e capacità di significazione della mente o se si debba intendere tutto l'arco delle operazioni psichiche, contenute nella griglia di Bion, che vanno dalle rudimentali trasformazioni pre-simboliche alle più evolute astrazioni. Ad ogni modo la tendenza prevalente, quando si parla di “pensiero”, è quella di non riferirsi unicamente alla cognizione intellettiva, ma anche alla cognizione affettiva, ovvero ad una capacità di esperienza complessa che coinvolge vari livelli, il somatico, l'emozionale, l'intellettivo.
Quanto al secondo motivo di merito, si avverte l'onestà e l'impegno dell'autore nell'accostarsi a temi fondamentali, quali il transfert e il controtransfert. L'approccio a tali fenomeni, filtrato da una copiosa bibliografia, risulta sorprendentemente ricco di sfumature descrittive e di osservazioni da approfondire. D'altra parte si registra purtroppo la mancanza di alcuni importanti referenti scientifici, che diano all'autore l'opportunità di vagliare meglio quanto è stato fatto dagli psi