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La rivalutazione del ripetitivo, proposta da Soavi, mi permette di affrontare un tema più generale: la possibilità di evidenziare le manifestazioni di un aspetto del sé, carico di ferite narcisistiche, che voglio definire di “bimbo rifiutato”.
Penso infatti che il ripetitivo, in analisi, sia una manifestazione di questo aspetto del sé, ed anche una timida richiesta di accettazione e di riparazione. Rispetto a questo problema, intendo occuparmi inoltre delle implicazioni tecniche che ne sono scaturite.
Nel mio lavoro ho potuto notare che in molti pazienti alberga una fantasia molto angosciante: quella appunto di un bambino che non ha diritto all'esistenza. Nei sogni questa fantasia viene rappresentata da un bambino fatto di feci, di urine, gettato nella spazzatura, un mostro del Cottolengo, e così via.
Mi sembra che H. Rosenfeld (1987, 267) parli di qualcosa di simile quando nel suo ultimo libro, Impasse and Interpretation, dice di essersi imbattuto recentemente in situazioni in cui dei pazienti si lamentavano di