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Nel suo contributo al panel, G.C. Soavi parla di analizzandi che impiegano discreta parte delle sedute lamentandosi di loro stessi, delle persone intorno, della vita che quotidianamente conducono. Egli intende tali manifestazioni di scontentezza come segno che, nella prima infanzia, vi è stata la carenza di una funzione trasformativa materna. La madre ha avuto difficoltà a recepire gioiosamente anche i comportamenti goffi e malsicuri del bambino. Conseguentemente alcuni aspetti del vissuto sono rimasti non illuminati e inespressivi.
Talora il lamento è muto, come se il paziente non avesse neanche il diritto di fare presente la sua profonda scontentezza ed infelicità. In questi casi si può ipotizzare che la madre abbia avvertito con fastidio, peso ed imbarazzo il compito di occuparsi dei bisogni del figlio. Il bambino che,