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Nel riconsiderare il tema degli affetti che dagli anni ‘70 sono oggetto di un rinnovato interesse di studio, è di prammatica ricordare con Rapaport (1953) che non ne abbiamo una trattazione sistematica. E, d'altra parte, è noto che è proprio in questo campo che la psicoanalisi può vantare una priorità di interessi. Gli psicoanalisti hanno da sempre condiviso la constatazione che non possono esserci significative trasformazioni del paziente nel corso del trattamento che non passino attraverso l'elaborazione degli affetti di transfert e che non è pensabile un'utilità della ricostruzione (o della costruzione) del passato del paziente non accompagnata da una parallela esperienza affettiva.
È nota la complessità dei fenomeni e delle implicazioni che Rapaport ha tentato di evidenziare nel suo storico saggio in cui egli si dimostra molto