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1. Pazienti con disturbi di personalità di tipo borderline e narcisistico hanno reso sempre più evidente che un adeguato intervento da parte dell'analista non consiste soltanto in interpretazioni, spostando l'attenzione su alcuni aspetti della tecnica che, quando usati correttamente, forniscono qualcosa di simile a ciò che Winnicott ha definito “un ambiente di sostegno” (Gedo 1979).
Frequentemente nell'analisi di questo tipo di pazienti si possono verificare improvvise rotture del dialogo analitico, cui subentrano stati di tensione non sempre di facile comprensione. Può accadere ad esempio che un paziente, dopo una interpretazione apparentemente ordinaria, abbia un improvviso sprofondamento nel sonno, o che, al contrario, appaia come costretto ad assumere la posizione seduta e a guardarsi intorno, o ancora può accadere che all'inizio di una seduta egli sia come impossibilitato ad uscire da un prolungato silenzio, facendo pensare che qualcosa, nel luogo dell'analisi o nell'aspetto dell'analista, possa aver turbato la sua fantasia lungo il tragitto fino al divano…