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La psicoanalisi ha bisogno, secondo quanto dice Morpurgo in un lavoro del 1978 che nulla ha perduto della sua attualità, di una ontologia ovvero di una teoria, la quale, tuttavia, deve restare lontana dal pericolo della reificazione e dalla fondazione occulta su di un “oggetto naturale” e deve essere piuttosto una ontologia in divenire dialettico all'interno di una comunità scientifica. Questo per evitare l'altro pericolo dell'assorbimento della psicoanalisi in una dimensione letteraria o narrativa. In sostanza Morpurgo non aspira, da psicoanalista, ad essere un letterato occulto; anche perché, quando ne ha voglia e ispirazione, si dedica alle lettere senza bisogno di coperture analitiche.
D'altra parte, quando Morpurgo si schiera dalla parte della specificità della psicoanalisi è perché quella egli pratica in vista di una modificazione terapeutica. Nel corso del libro si alternano temi clinici