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Propongo di seguito alcune riflessioni sulla cura e sullo spazio analitico. In esse vorrei sviluppare delle idee nate come intuizioni nel corso dell'attività clinica e che solo più tardi, sulla scorta di alcune letture, mi si sono precisate concettualmente come attinenti ad un ambito di ricerca che mi auguro, nel tempo, di sviluppare più esaustivamente. Tale ambito è relativo allo statuto epistemologico della relazione analitica, ai modelli con i quali è possibile oggi riflettere sulla sua struttura e sulla metapsicologia e, quindi, agli avanzamenti della teoria della tecnica. Ritengo infatti essenziale rivedere la teoria e la stessa concezione della clinica alla luce della più generale messa in discussione dell'epistemologia moderna. Cercherò di argomentare le mie idee e le loro implicazioni proprio in relazione con alcuni di questi avanzamenti.
Il carattere necessariamente sintetico di questo lavoro potrà, a volte, far apparire poco sviluppate le singole argomentazioni - e il legame significativo tra di loro - ai fini della proposta generale. Mi riprometto perciò di sviluppare meglio, in seguito, ognuna delle