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In alcuni casi il compito del recensore è molto difficile e questo, naturalmente, è uno di quelli. Il grosso volume della “Biblioteca di Psicoanalisi” che riunisce tutti gli scritti editi ed inediti di Eugenio Gaddini, pubblicato con la consueta cura da Raffaello Cortina, copre tutto l'arco della produzione scientifica di un maestro e collega per il quale tutti noi abbiamo avuto stima e affetto, di uno psicoanalista riflessivo e originale, cauto nelle conclusioni teoriche quanto tenace nel sostenerle una volta raggiunte, profondo conoscitore della letteratura psicoanalitica e, insieme, uomo di grande cultura.
Pensare di estrapolare qualche frammento, di mettere in luce qualche lavoro “da rileggere”, di commentare il suo pensiero teorico mi è sembrato improponibile in sede di recensione. Semmai, una soluzione possibile mi è parsa quella di cercare una traccia di lettura consentita dal fatto di avere a disposizione ora tutti gli scritti in un unico volume. A questo tentativo dunque mi dedicherò, seppur solo in forma interrogativa, dopo aver illustrato brevemente l'organizzazione del libro.
Il volume è aperto da una premessa dei curatori che illustra i criteri seguiti: i testi sono stati collocati in ordine cronologico e lasciati praticamente identici alle edizioni originali, a parte alcuni interventi minimi. I curatori, però, hanno aggiunto molto opportunamente in nota le principali varianti che alcuni testi di tormentata stesura hanno subito prima di giungere alla versione definitiva ed hanno anche aggiunto una serie di note che consentono in molti casi “l'individuazione del percorso attraverso il quale Gaddini ha elaborato alcuni dei suoi principali concetti teorici” (XII). Sono state altresì aggiunte quattro Appendici (I - “Abbozzi di lavori”; II - “Appunti cimici”; III - “Note, frammenti, interventi”; IV - “Appunti su opere letterarie”)