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Pubblicato in italiano da Laterza, La psicoanalisi contemporanea di Morris Eagle è un libro che vale la pena di essere letto: presenta, infatti, un ricco panorama della psicoanalisi attuale e in particolare del dibattito che si sta svolgendo al suo interno, soprattutto in Nordamerica.
La psicoanalisi americana, come è stato confermato, tra gli altri, da Wallerstein al Congresso di Montreal, nel suo lavoro introduttivo “One Psychoanalysis or Many?” (Int. J. Psycho-Anal. 69, 5-21), si sta articolando in un pluralismo di prospettive a cui non era abituata, essendo riuscita per molto tempo a mantenere un'unità intorno alla scuola della Psicologia dell'io. Recentemente, sotto la spinta di nuovi modelli teorici, come la teoria delle relazioni oggettuali e la psicologia del sé da un lato, e del dibattito sui fondamenti epistemologia dall'altro, quest'unità è andata perduta ed anche gli psicoanalisti americani, al pari degli europei, hanno dovuto fare i conti con l'esistenza di più teorie e modelli spesso dissonanti tra loro.
Il libro propone alcuni problemi ai quali il pluralismo in cui viviamo non consente di sottrarci: qual è lo stato delle teorizzazioni psicoanalitiche? Su che cosa divergono le teorie rivali? Verso quali opzioni epistemologiche conviene orientarci?
Il volume si divide in quattro parti. Nella prima l'autore assume come punto di partenza la sua disamina della teoria freudiana delle pulsioni e la presenta criticamente. Ne mette in evidenza gli aspetti più anacronistici, come il concetto di eccitazione e scarica, e ne denuncia l'insostenibilità se confrontata con le nuove teorie dello sviluppo. Esamina poi una serie di teorizzazioni psicoanalitiche più recenti, raggruppandole a seconda del loro modo di intendere —