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Winnicott ha definito “transizionale” (1953) la fase intermedia dello sviluppo nella quale il bambino non si sente completamente distinto dall'oggetto, pur non vivendolo più come parte del proprio corpo. L'inizio di tale fase si può notare già in alcuni comportamenti (fenomeni transizionali) che accompagnano l'attività del succhiarsi il pollice (manipolazione di pezzi del lenzuolo o della copertina, suoni e rumori vari, etc.). Il termine “transizionale” si riferisce appunto all'idea di qualcosa che sta fra il soggettivo e l'oggettivo, e che segna il graduale passaggio fra “l'illusione” del lattante di creare lui stesso il seno e la conseguente delusione. Winnicott ha anche descritto che fra i 4 e i 18 mesi un singolo oggetto (per esempio la copertina) può emergere assumendo un'importanza vitale soprattutto al momento di addormentarsi, e lo ha chiamato “oggetto transizionale”. Esso rappresenta il “primo possesso non-me”. Ora, l'oggetto transizionale è in primo luogo un oggetto reale, ma contemporaneamente