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“La verità non può mai essere detta in modo da essere compresa e non creduta”
1. La questione del criterio (o dei criteri) della verità fa tutt'uno col problema della conoscenza, e gli psicoanalisti sono d'accordo nel considerare l'analisi primariamente una pratica conoscitiva, al cui statuto speciale sono dovuti effetti trasformativi ed eventualmente terapeutici. Alla verità il fondatore della psicoanalisi assegna, infatti, il valore più alto ponendolo a fondamento della sua prassi: “La relazione analitica è fondata sull'amore della verità ovverosia sul riconoscimento della realtà, ed essa esclude ogni finzione e ogni inganno” (Freud 1937a, 531). E Bion in Trasformazioni (1965, 60): “Un sano sviluppo mentale sembra dipendere dalla verità, come l'organismo vivente dipende dal cibo. Se la verità manca o è incompleta, la personalità si deteriora”.