You do not currently have permission to view the full text for this document. Please sign in to an account with an active subscription or contact support.
In questo intervento prenderò in considerazione dei modelli freudiani in tema di sessualità femminile e femminilità in genere e farò delle riflessioni, sia su come giudico la loro inseribilità nel lavoro con l'analizzando, sia su aspetti della evoluzione del pensiero psicoanalitico (che considero pur sempre un insieme di valori di origine freudiana) nel dopo-Freud. Intanto osservo che Eugenio Gaburri esplicitamente indica la femminilità come una di quelle aree che sono rimaste “marginali al corpus dottrinale freudiano” (oltre a psicosi e psicoanalisi infantile). Esporrò più avanti alcune riflessioni su questo specifico punto; ora, dato che Freud ha enunciato alcuni modelli in tema di sessualità femminile, ne ricorderò qualcuno, per poi inserirli nel discorso di quelli che mi sembrano alcuni dei modi della presenza di Freud oggi.
Comincio col leggere alcune frasi della trentatreesima Lezione su La femminilità (1932): “Se la bambina è rimasta ferma all'attaccamento