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Un discorso sugli esiti del pensiero freudiano e sulle posizioni teoriche e cliniche maturate sul finire della sua lunga esistenza non potrebbe a rigore essere contenuto in poche pagine (1). Tanto più che la prospettiva che abbiamo oggi sull'opera di Freud non permette di limitarsi all'idea di un pensiero solo progressivo, che si sviluppa linearmente accumulando scoperta dopo scoperta: prima la significatività dei sogni, l'inconscio e la sessualità infantile, il narcisismo, e poi la seconda topica, la pulsione di morte, la scissione dell'io, eccetera. Chi studia Freud si accorge che le posizioni teoriche della tarda maturità sono sovente sviluppi e trasformazioni in concetti di impostazioni già in azione da molto tempo, talora sin dagli esordi del suo pensiero: soltanto non tematizzate, e quindi in incognito sulla scena della teoria e senza quel vero statuto concettuale,