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Oggetto di questo contributo è una riflessione sulla traslazione quale fenomeno che si caratterizza come espressione della resistenza e, contemporaneamente, come principale strumento/fattore terapeutico.
Affrontando questa complessa questione privilegerò l'indagine degli aspetti economici, specialmente in ordine alla questione della variazione della quantità di investimento delle tracce mnestiche infantili operata dalla situazione analitica. Occorre dunque partire da questo punto: la compresenza e inscindibilità dell'aspetto resistenziale e di quello terapeutico.
Bisogna quindi domandarsi quali sono i fattori che permettono ad una istanza resistenziale, perciò tesa alla immobilità e alla ripetizione, di trasformarsi in uno strumento di cambiamento. Forse la domanda va formulata diversamente: qual è la causa dello instaurarsi della traslazione? Di conseguenza, quale relazione intercorre