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Quarant'anni fa M. Balint si soffermava sulla presunta sproporzione tra i progressi conseguiti nella tecnica psicoanalitica, a suo parere molto significativi, e gli sviluppi particolarmente lenti e precari che la psicoanalisi avrebbe invece registrato sul piano teorico .
Ai giorni nostri, non solo questa sproporzione sembra essersi colmata, ma per alcuni aspetti risulta carente propria una riflessione sulle implicazioni che le acquisizione teoriche degli ultimi anni comportano nella procedura analitica.
Due dei filoni più fertili dalla fine degli anni '40 ad oggi sono, molto schematicamente, per la prima metà del periodo in questione, gli studi sulla relazione oggettuale soprattutto ad opera di M. Klein e della sua scuola, e, per gli ultimi venti anni, le ipotesi sui livelli più primitivi del funzionamento mentale e la loro connessione con il somatico.