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Questa opera, importante tappa della storia del trattamento psicoanalitico dei pazienti psicotici, viene offerta anche al lettore italiano per merito della creativa e intelligente collaborazione tra il CERP (Centro Ricerche di Psicoterapia) diretto dalla dr.ssa Simona Taccani e l'editore del Cerro.
Si tratta di un libro che costituisce una testimonianza emozionante e un apporto estremamente prezioso per chi, a qualsivoglia titolo, si occupi del trattamento di pazienti psichici gravi. Testimonianza storica poiché l'autrice, portandoci la sua personale esperienza, ci mostra come già negli anni trenta un'infermiera, eccezionalmente dotata sul piano personale e con un training analitico appositamente realizzato per raffinare ulteriormente in termini di efficacia la sua particolare filia per gli ammalati gravi, fosse in grado di trovare con semplicità, determinazione e rapidità la via verso l'anima dei malati dello spirito, come è stata titolata la prima edizione tedesca del 1940. Apporto prezioso perché ci ripropone il fascino terribile, le gravi difficoltà e pericoli ma anche la possibilità di un approccio terapeutico anche coi malati più gravi e regrediti; purché tale approccio sia in primo luogo umano nel senso letterale del termine, e cioè come avvicinamento tra due persone che, ad onta della estrema diversità della loro condizione, hanno però in comune l'incontestabile fatto di essere comunque, e in primo luogo appunto, “umane”.
La lettura dell'opera di Gertrud Schwing, infermiera, psicoanalista, allieva e collaboratrice prediletta di Paul Federn, pioniera riconosciuta della psicoterapia psicoanalitica delle psicosi, insieme ai commenti e alla pre e postfazione delle edizioni tedesca, inglese e italiana che ne costituiscono l'irrinunciabile e stimolante cornice, ci induce, anzi per certi aspetti ci forza ad alcune ineludibili considerazioni.