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«Chi vuol conoscere e descrivere qualcosa di vivente cerca anzitutto di scacciarne via lo spirito; così ha in pugno le parti. Mancherà soltanto il legame vitale; peccato»
Punto di partenza di questo nostro itinerario teorico-clinico è la rivoluzione operata da Bion rispetto al vertice da cui guardare al funzionamento mentale dell'analista in seduta e al suo modo diverso di entrare ed essere in scena.
Con Bion l'analista non è più situato fuori dalla storia e dal funzionamento mentale del paziente: l'analisi diventa l'autentica avventura di un nuovo incontro tra due persone sconosciute e l'occasione per la scrittura di una nuova storia tra le tante possibili, a seconda del reciproco interagire delle due menti in seduta e del rischio di dilatazione mentale cui sono capaci di esporsi per accogliere nuovi pensieri.