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“Forse noi siamo qui per dire: casa, ponte, fontana, porta, brocca, albero da frutti, finestra;
al più: colonna, torre… Ma per dire, comprendilo bene oh, per dirle le cose così, che a quel modo, esse stesse, nell'intimo, mai intendevano d'essere.
(…) passano, ma ci credono capaci di salvarle, noi che passiamo più di tutto”.
(R.M. Rilke, Elegie duinesi)
Verso la fine del 1890 Freud scriveva a Fliess che non desiderava assolutamente lasciar vagare l'elemento psicologico nell'aria senza basi organiche. Ma oltre alla convinzione non aveva niente né di teorico né di terapeutico su cui fondare il suo lavoro, e così doveva operare come se si trovasse in presenza di fattori esclusivamente psicologici. Esprimeva però la speranza che la sovrastruttura dottrinaria della psicoanalisi un giorno potesse essere collocata sulla sua base organica (Freud 1887-1902).