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Le “Due persone che parlano in una stanza…” del bellissimo lavoro di Luciana Nissim del 1984, diventano, nel felice titolo di questo libro, “due dietro al lettino”. Siamo così introdotti, immediatamente, nel cuore dell'atmosfera affettiva ed intellettuale che ha generato il volume: una raccolta di scritti di un gruppo di psicoanalisti che hanno fruito del lavoro di supervisione con Luciana Nissim e che hanno inteso con questi Festschriften renderle omaggio e manifestarle tutta la loro gratitudine, in occasione del suo settantesimo compleanno. Ma questa raccolta ha una sua peculiare originalità: pur essendo diversi i temi trattati dai vari autori, qui, a differenza di quanto di solito avviene nei volumi celebrativi, un filo rosso li percorre tutti, ed è quello di un metodo ed uno stile di lavoro comuni, che pur nella pregevole varietà delle declinazioni individuali, risalgono alla stessa matrice: la ricerca ed il magistero di Luciana Nissim. Così, al di là dell'“occasione” specifica il lettore si trova di fronte ad un interessantissimo spaccato di un'area di ricerca e di sviluppo della psicoanalisi italiana fortemente segnata dal lavoro di Luciana Nissim intorno alla quale — come afferma Di Chiara nella sua festosa e acuta introduzione — è individuabile un epicentro dello sviluppo dell'intero gruppo italiano, lungo “alcune linee fertili (…) soprattutto quelle caratterizzate da forte esogamia intellettuale”. Ma un altro elemento, come un delicato leitmotiv soffuso di nostalgia, si avverte sullo sfondo di tutti i lavori, come ci fa notare, nella sua veste di attenta curatrice, Gabriella Bartoli, ed è il “fantasma” della separazione, sia dell'analista dal proprio paziente, che del paziente dal proprio analista. Così, in questa chiave, con una ulteriore riflessione sulla peculiarità del lavoro di supervisione, che “consentiva di avvertire non del tutto trascorse, ma prolungate ancora per un poco — seppure in modi e toni così diversi