You do not currently have permission to view the full text for this document. Please sign in to an account with an active subscription or contact support.
Questo libro, che descrive la specificità del lavoro coll'adolescente che Senise ha messo a punto, teoricamente e clinicamente, in tanti anni di impegno sia nel pubblico che nel privato, ha molti titoli per essere scelto e studiato con cura rispetto ai numerosi volumi sull'adolescenza e problemi terapeutici connessi, che sono stati pubblicati negli ultimi anni. La sua peculiarità, come appunto suggerisce il titolo, sta nel fatto che il setting della presa in carico psicodiagnostica dell'adolescente diventa nelle mani di Senise il momento terapeutico che di per sé sarà, in un gran numero di casi, sufficiente a ripristinare in modo soddisfacente un corso evolutivo spontaneo che sembrava bloccato; il suo fascino sta nel modo in cui Senise, parlando coll'adolescente come sa fare lui, riesce a farlo capire anche a noi lettori, professionisti o semplici genitori, che così, sotto la sua guida, riusciamo ad esplorare gli usi e costumi di questa tribù tuttora poco conosciuta, o così sovente fraintesa. È evidente quindi che i capitoli più struggenti sono quelli che riportano i dialoghi fra Senise e i ragazzi e ragazze, e illustrano come lui riesca a suscitare il loro interesse e la loro collaborazione in questa ricerca di se stessi; qui, nella grande maggioranza dei casi, si riesce bene a seguirlo nel suo lavoro, osservando la semplicità e la naturalezza con cui riesce a identificarsi coll'adolescente e colla sua storia, e quindi a promuovere successivamente una controidentificazione del ragazzo/ragazza al terapeuta identificato con lui/lei, “dando luogo così a un effetto specchio, già di per sé fondante una relazione terapeutica”. Ho detto “nella maggioranza dei casi”, perché qualche volta, p. es. nella perizia richiesta dal Tribunale dei Minorenni per un adolescente in custodia cautelare per omicidio, riportata nell'Appendice 1, io ho trovato una grande difficoltà a condividere l'atteggiamento, così sofferto