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Nel corso di questi anni ho avuto in analisi dei pazienti che mi hanno stimolato a riflettere sull'origine dell'organizzazione perversa. Nella letteratura psicoanalitica sulla perversione, sono state tentate molte interessanti distinzioni (si veda ad es. Pasche (1983) e l'importante e documentato lavoro di Socarides (1988)) con l'obiettivo di definire e chiarire il campo. In questo lavoro, viceversa, non desidero differenziare le diverse forme di perversione nella loro fenomenologia e genesi, cosa che, peraltro, con un numero di casi così limitato, non potrei tentare, né prenderò in considerazione l'omosessualità, che richiederebbe una trattazione a parte. La mia attenzione sarà sui passaggi che possono portare ad una organizzazione perversa della personalità e su alcune caratteristiche del rapporto del perverso con se stesso, con l'oggetto e con la realtà nel suo insieme. Ciò che mi interessa è mettere in evidenza i tratti comuni in questi pazienti e cercare di avvicinarmi alla comprensione di strutture così paradossali.