You do not currently have permission to view the full text for this document. Please sign in to an account with an active subscription or contact support.
Dodici capitoli più una introduzione di Tullio De Mauro e una prefazione di Otto Kernberg per presentare i risultati di una ricerca e di una riflessione sicuramente durate più anni sull'interessante esperimento che la natura e la cultura umane mettono in piedi con quegli individui che hanno appreso a parlare più lingue fin da piccoli (multilingue) o successivamente (poliglotti) e che hanno avuto la sorte di imbattersi nella esperienza psicoanalitica, come analisti e come pazienti: questo il contenuto centrale di questo bel volume che, approfittando della centralità del fatto linguistico in psicoanalisi, estende il proprio interesse ad altri vitali problemi della clinica e della teoria psicoanalitiche, come bene fa notare Kernberg nella sua prefazione.
L'opera è aperta da uno studio sul mito di Babele, ricco di suggestioni e di richiami alle più nuove acquisizioni della ricerca psicoanalitica, bene tessute con la trama portante della nostra scienza, che subito ci mostra la qualità degli autori per quel che concerne competenza e rigore metodologico.
Essi sono partiti dalla loro personale esperienza di polilingui e poliglotti chiedendosi se ne fossero stati svantaggiati o arricchiti. Hanno poi raccolto le loro esperienze di analisti al lavoro con pazienti egualmente polilingui e poliglotti, formulando prima ipotesi provvisorie da rilevazioni occasionali — la seconda lingua come difesa, per esempio — ma maturando successivamente un più preciso interesse per l'organizzazione mentale del soggetto multilingue, cercandone eventuali caratteri di specificità, soprattutto in ordine alla organizzazione dello psichismo implicato nell'esperienza psicoanalitica. Si sono così inoltrati nelle problematiche dell'acquisizione e dell'uso della lingua che hanno dovuto ampiamente rivisitare, con grande vantaggio dei lettori che trovano un'ampia e fertile rassegna di temi e di letteratura criticamente rivisitati.