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A nessun attento osservatore può sfuggire che la psicoanalisi sta attraversando una crisi. La strada ufficialmente indicata per uscirne sembra essere quella che di psicoanalisi non ne esiste più una sola, ma tante. Questa mi sembra essere non una soluzione scientifica ma politica, che tenendo conto delle profonde differenze fra i vari sottogruppi vuole evitare dolorose contrapposizioni. Credo che in realtà di soluzioni possibili ne esistano due sole, una ermeneutico-metaforica ed una neurobiologico-organicista che sono quelle che sempre hanno sotteso ogni approccio psicodinamico. La metapsicologia freudiana, che ancora la maggior parte degli psicoanalisi segue adottandone il modello del binario sovrapposto (contrapposizione conscio/inconscio), può essere considerata un tentativo, a mio parere, condannato in partenza all'insuccesso, di mediazione fra le due posizioni.
Il valore euristico delle rispettive proposte è, a mio parere, molto diverso e le mie preferenze, che ho espresso in vari contributi (1981; 1984; 1988; 1992)