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Se il fantasma, quale concreta manifestazione dell'inconscio, è l'oggetto privilegiato della ricerca psicoanalitica, allora, inevitabilmente il reale, qualora non sia inteso nell'accezione di “realtà psichica”, verrà sospinto sullo sfondo e descritto essenzialmente in negativo come ciò che non è presente nell'inconscio e quindi esula dal transfert. In verità, se è, forse, impossibile individuare un settore della mente o un suo funzionamento che prescinde dalla fantasia inconscia, altrettanto è impossibile immaginare qualsiasi modello di sviluppo psichico che non faccia riferimento comunque al reale, anche se, poi, quando ci si provi a definirlo, questo sembra sfumare nell'indistinto e quasi dissolversi, lasciandoci magari alle prese con un suo uso clinico ingenuo e spesso banale. Mi proverò, pertanto, ad effettuare una disamina di questo concetto a partire dalla