You do not currently have permission to view the full text for this document. Please sign in to an account with an active subscription or contact support.
Il concetto di campo, applicato ai gruppi istituzionali psichiatrici che operano sul territorio, sia a livello ambulatoriale che ospedaliero, è derivato dall'Autore da una sua personale lettura della teoria del campo di K. Lewin. Egli si affianca quindi, con sfumature diverse ed originali, ad altri autori italiani (Corrao, Neri, Barnà) e stranieri (Willy e Madeleine Baranger), che hanno fatto riferimento allo stesso concetto, nell'ambito della loro riflessione psicoanalitica, sia a livello individuale che di gruppo. Per Correale il campo è quindi “l'agglomerato complessivo degli elementi mentali attivati nel gruppo, con le sue specifiche connotazioni emotive, di clima e di atmosfera”. E ancora: “Un'area di fantasmi, idee e vissuti comuni, uno scenario, una narrazione e non un gioco delle parti”.
L'attenzione particolare portata dall'Autore a queste caratteristiche del campo gruppale, sia in senso sincronico che diacronico, deriva soprattutto dal suo interesse e dalla sua esperienza di lavoro nei piccoli gruppi autocentrati. Quest'ottica di osservazione delle dinamiche gruppali è quindi diversa, come giustamente ricorda l'A. nei primi due capitoli, dall'ottica sociologica e da quella socioanalitica (quest'ultima particolarmente sviluppata da Elliott Jacques, Isabel Menzies Lyth e da Franco Fornari in Italia).
Nei gruppi istituzionali di équipes psichiatriche, la dinamica di campo viene attivata soprattutto dall'impatto esercitato su di essi dalla malattia mentale. Un capitolo molto interessante è infatti intitolato “La malattia e il gruppo”. In esso viene fatto un accostamento molto illuminante fra queste dinamiche e quelle fra individuo e gruppo, riscontrabili nei piccoli gruppi a conduzione psicoanalitica. Anche nelle situazioni istituzionali, infatti, si può realizzare una polarità fra gruppo e individuo, sia all'interno del gruppo dei pazienti che in quello degli operatori. Il singolo curante e il singolo paziente, entrambi immersi in una situazione gruppale che a