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Questo volume è, come dichiarano le curatrici nella loro premessa, “il risultato del lavoro di ricerca svolto nell'ambito delle iniziative del Forum per i problemi della pace e della guerra, dal gruppo su Guerra, paura e sicurezza, che si è costituito nel 1986”. Come chiarisce Furio Cerutti nello scritto Quali ricerche su guerra e pace? che fa da introduzione al libro, il sottotitolo del volume vuole indicare più un “moto vettoriale dal piano pluridisciplinare a quello interdisciplinare” che il raggiungimento di un sapere integrato, partendo comunque dalla consapevolezza della impossibilità per una singola disciplina di spiegare la totalità del fenomeno esaminato.
Poste queste premesse, il libro è interessante a moltissimi livelli e stimola interrogativi e riflessioni proprio perché consente al lettore di costituirsi immagini differenti ed anche apparentemente incompatibili dell'oggetto studiato. Giacché un problema, a guardar le cose da un punto di vista psicoanalitico, può nascere proprio dal conflitto tra la tendenza integrativa e sintetica dell'io e la incongruenza delle immagini dell'oggetto. Non è semplice — per fare un esempio — “mettere insieme” mentalmente il contributo di Grazia Attili su Genesi e ontogenesi della cooperazione: l'approccio evoluzionistico con quello di Parthenope Bion Talamo o quello di Giovanni Hautmann. Eppure, se si parte dall'idea che le ragioni dell'uno debbono potersi assommare-integrare con quelle dell'altro, si avverte lo stimolo a cercare una configurazione (una Auffassung nel senso freudiano) che ne tolleri la compresenza e ne valorizzi la differenza.
Detto ciò, può sembrare paradossale che questa recensione si concentri sugli scritti dei due partecipanti psicoanalisti. Ma inevitabilmente una recensione del tutto implicherebbe una esposizione personale, un tentativo di esporre una propria sintesi (se non altro per ragioni di spazio), quindi una propria concezione, che una recensione di una parte può cercare di evitare.