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“L'impossibilità di comunicare
senza sentirsi frustrati
è così familiare da far dimenticare
la natura della frustrazione”
Per quel che mi risulta, non esiste nella letteratura psicoanalitica una differenziazione tra “affetti” ed “emozioni” che, per lo più, sembrano usati come sinonimi. Tuttavia, diverso è definire una persona come “affettuosa” dall'indicarla come “emotiva”. Così pure è diverso dire di una persona che è “emozionata da” qualcosa, piuttosto che dire che è “affezionata a” qualcosa o qualcuno. Se diamo credito al significato profondo nascosto nel linguaggio comune, dobbiamo riconoscere che le differenze psichiche che vengono così indicate sono tutt'altro che trascurabili. Questo lavoro si propone di individuare la natura della differenza tra emozioni ed affetti, allo scopo di facilitare la comunicazione tra analista e paziente nei momenti o nei settori di impasse comunicativa, intendendo indicare con questo, una forma di impasse nel “dialogo” analista-analizzato, quindi qualcosa di più vicino all'idea di fraintendimento espressa da Money-Kyrle, che non al concetto di stallo del processo terapeutico: l'impasse