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Ripetizione e sorpresa sembrano contraddistinguere tutta la vicenda analitica, così come la vita umana ed il cammino della cultura sembrano corrispondere ad un duplice principio, di permanenza e di cambiamento. Il presente lavoro intende esplorare alcune applicazioni cliniche di tale andamento dei processi relazionali e creativi.
Una giovane paziente, sempre precisa negli appuntamenti, giunge in seduta un giorno nel quale la persona che la precede non è venuta. L'analista ha occupato l'ora libera ascoltando musica e si è attardato per udire la fine del brano, per cui, quando giunge, la paziente intende le ultime note, provenienti da un'altra stanza. La seduta inizia regolarmente, ma la paziente è dapprima furiosa e poi angosciata: le fantasie sono di abbandono, impotenza e separazione. L'analista può avere i suoi piaceri, mentre lei è costretta a percorrere le strade faticose e piene di imprevisti pericolosi che conducono