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Quando ho ripreso in mano il materiale di due analisi che si erano interrotte molti interrogativi hanno affollato la mia mente, ma l'associazione con il titolo di un libro di Simone De Beauvoir (1981), La cerimonia degli addii, ha inizialmente guidato una mia linea di riflessione su questo argomento. La cerimonia degli addii è diviso in due parti: nella prima l'autrice ripercorre con la memoria gli ultimi giorni di vita di Sartre, nella seconda viene riportata la registrazione al magnetofono di una lunga conversazione con lui, nella quale viene ripercorso il tragitto umano ed ideologico inerente la sua opera. A me sembra non casuale questa divisione. Di fronte allo smarrimento per la perdita l'autrice ricorre alla propria memoria di ciò che ha appena trascorso, ma solo la memoria sembra essere di poca consolazione ed ecco allora che, attraverso il magnetofono, ritorna la voce della persona scomparsa, si riavvia un dialogo.