You do not currently have permission to view the full text for this document. Please sign in to an account with an active subscription or contact support.
Questo libro è una di quelle opere che, pur profondendo un sapere a lungo coltivato e meditato e facendo il punto nei particolari con vasta e quasi puntigliosa documentazione, lascia tuttavia — nella migliore tradizione freudiana — ampio spazio, stimolandole, alle riflessioni del lettore e, se questi è esercitato, all'innescarsi di una attenzione fluttuante, con tutto ciò che ne può seguire. Il Padre e la Legge mi è parso un lavoro a cui si potrà tornare a lungo, al di là dell'argomento specifico, nella ricerca di chiarezza — evitando gli estremi sia della scissione che della confusione — a proposito di rapporti tra psicoanalisi applicata e psicoanalisi “pura” o clinico-teorica. Direi che tutti i lavori di psicoanalisi applicata di Freud, per quanto arditi e fantasiosi, affondano le loro radici nell'humus della psicoanalisi “pura”, comprese ovviamente le resistenze che quest'ultima provoca non solo nel paziente — come è ovvio —, ma anche nella società. Questo territorio è un vero e proprio terreno minato che allo stesso tempo collega e separa la psicoanalisi teorico-clinica da quella applicata e proprio perciò può essere particolar-mente fertile. Fertile anche di illusioni; illusioni alle quali noi sembriamo spesso più propensi ad indulgere di quanto non fosse Freud (forse anche per la forma più sofisticata e/o latente che le resistenze sono andate via via assumendo); illudibili e quindi indifesi (un po' il contrario di quanto è “fisiologico” nello sviluppo individuale).