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Nel corso degli anni settanta, dopo il suo Amore oggettuale e realtà, già noto in Italia, Modell ha scritto quasi tutti i lavori che sono raccolti in questo volume. Il “nuovo contesto” di cui qui si parla è quello di una psicologia “bipersonale”, adeguata a rappresentare il carattere anch'esso bipersonale della situazione analitica. Peraltro l'Autore non si presenta sulla scena come propagandista di nuovi paradigmi; non si allarmi perciò il lettore che fosse arrivato a sazietà e non tema di perdere il suo tempo. Si potrebbe dire senz'altro che il nuovo contesto è quello in cui già si trova ad operare l'analista, constatando il cambiamento intervenuto nella sua clientela, dal momento che il paziente dotato di personalità narcisistica non ne costituisce ormai più l'eccezione. Alla descrizione di una nuova realtà clinica, l'Autore unisce poi l'interesse costante per i nodi della teoria che sono rimessi in discussione, sottolineando i limiti del punto di vista strutturale in psicoanalisi. La nostra quasi esclusiva attenzione all'intrapsichico ne esce relativizzata. In un “poscritto sociologico” a conclusione del volume Modell si interroga sulle ragioni del cambiamento clinico, escludendo che si tratti di un mero epifenomeno: è infatti lo stesso processo analitico che differisce, nella personalità narcisistica, da quello tipico del cosiddetto caso classico. Egli trova che una mancata risposta emotiva ed un elevato livello di intrusione hanno avuto importanza nello sviluppo di tale personalità, e ritiene che sia segnalato in questo modo un cambiamento culturale ed il suo impatto sull'io. All'ipotesi della trasmissione indiretta di un cambiamento culturale, attraverso la personalità dei genitori, preferisce quella di una trasmissione diretta sperimentata dall'individuo nel corso dell'adolescenza, che va ad accentuare tratti già esistenti della personalità. Tale ipotesi è in sè più interessante, perchè estende il periodo sensibile dello sviluppo includendovi l'adolescenza,