You do not currently have permission to view the full text for this document. Please sign in to an account with an active subscription or contact support.
Il filo conduttore del libro è lo specchio — lo specchio lacaniano — non più tramite della scoperta e della conferma di un'identità infantile, ma testimone di una rottura d'identità sulla quale si innesterebbe la vecchiaia. Vecchiaia che, come connotazione di uno stato mentale, l'autore sostiene sia una condizione psichica non necessariamente legata all'età anagrafica ma piuttosto un evento che si verificherebbe, ma potrebbe anche non verificarsi, sulla base della frantumazione di un equilibrio. In sè e per sè la “persona anziana” non esiste dal punto di vista psichico; come la morte anche la vecchiaia sembra non avere rappresentazione nell'inconscio e l'immagine deformata e imbruttita che lo specchio a un certo punto della vita rimanda non riesce a coincidere con l'immagine profonda che ciascuno porta dentro di sè di se stesso. (Allo stesso vissuto si riferisce Kohut quando parla di continuità del sè onnipotente.) È questo lo stadio di miroir brisè in cui di fronte all'immagine dello specchio che sfida l'immagine interna (è probabilmente quella che Elliot Jaques ha chiamato mid-life crisis), si instaurerebbe una tensione non più fra l'io e l'io ideale, come nella fase lacaniana dello specchio, ma fra l'io e l'io orrore, l'io bruttezza (moi hideur). Tensione volta a “distruggere quell'immagine insopportabile, tensione che sarà regolata dall'ideale dell'io simbolico introiettato” (pag. 82). Crisi di identità, dunque, fase depressiva, perdita di un'immagine ideale, crisi di mezza età… Se l'introiezione dell'io ideale è insufficiente, dilagherà il moi hideur, l'autodistruzione, la spinta verso la morte fisica o psichica (la demenza). Ma anche questa rottura narcisistica non è sufficiente a scatenare il processo psichico che denominiamo vecchiaia. L'invecchiamento, in sè, è soltanto un processo fisiologico, coincidente con lo scorrere della vita fin dal suo inizio, un processo che è anche di crescita e di accrescimento. La teoria psicoanalitica parla di acquisizioni che