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Freud indica come percezione endopsichica (P.E., Endopsychische Wahrnehmung) il fatto che l'Io si mostra capace di percepire certe caratteristiche dell'apparato psichico, del mondo interno, nonché dei processi inconsci che vi si svolgono, sino a realizzare una sorta di conoscenza di essi oscura, intuitiva e inconsapevole. Questa si manifesta essenzialmente nella formazione del mito, nella fantasia, nel sogno e nel delirio. Tutte queste attività sono in grado di rispecchiare rappresentandoli simbolicamente, i processi psichici implicati nella loro formazione. La P.E. genera rappresentazioni, che vengono esteriorizzate proiettivamente; se ricondotte alla realtà psichica, intesa come loro matrice referenziale, esse possono fornire degli indici significativi del funzionamento psichico e dei meccanismi e processi inconsci. La P.E. fornisce insomma una sorta di inconsapevole configurazione immaginale e simbolica della realtà psichica. A partire dal 1909 la P.E. è messa a fondamento del “fenomeno funzionale” scoperto da Herbert Silberer e verrà identificato sostanzialmente con questo.