You do not currently have permission to view the full text for this document. Please sign in to an account with an active subscription or contact support.
Vorrei esporre, più che una teoria generale dell'anoressia mentale, alcuni punti di vista, maturati nel corso della mia esperienza psicoterapica. Il passaggio dal particolare (cioè dalla irripetibile combinazione del carattere del singolo) ad una legge psicologica più generale, che però salvi l'unicità del singolo individuo, non è l'obiettivo principale di questo scritto, anche se può esservi presente come aspirazione. Il titolo di questo lavoro, “L'anoressia tra il sacro e il profano”, riflette una mia esplorazione in questa area, da un punto di vista psicoanalitico: il carattere, l'educazione e un certo atteggiamento ascetico, di una paziente in particolare, mi hanno sensibilizzato verso certe letture, le quali, illustrando in modo magari esasperato alcuni tratti di carattere, come si possono osservare in “vitae” esemplari, hanno ampliato la mia sensibilità verso le problematiche psicologiche dell'anoressia mentale. Ho trovato di particolare interesse e di piacevole lettura il libro di dall'accattivante titolo La santa anoressia. Digiuno e misticismo dal Medioevo ad oggi, frutto di una originale ricerca su 170 sante italiane, inquadrabile nel rinnovato interesse per l'età medioevale e protomoderna.