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Negli ultimi decenni si è sviluppata una vera e propria rivoluzione nel pensare e nell'operare psicoanalitico, apprezzabile nella sua interezza esaminando alcuni risultati finali.
Mi riferisco all'attenzione crescente per gli aspetti relazionali del rapporto paziente-analista accanto a quella per le dinamiche intrapsichiche, dominio tradizionale dell'approccio psicoanalitico. Attenzione visibile più nell'operare clinico che nelle elaborazioni teoriche. Il problema, quindi, potrebbe sembrare superato nei fatti (Bordi 1992). Ponendosi sempre più frequentemente la domanda “che sta succedendo ora”, gli analisti testimoniano un cambiamento di prospettiva nella loro osservazione ed una focalizzazione sulla relazione interpersonale (Sandler J.; cit.: Thomä e Kächele 1985).
Sono stato stimolato ad un esame della letteratura per rintracciare le origini di questa evoluzione della teoria, oltre che per evidenziare incongruenze teoriche dovute al coesistere di un punto di vista relazionale con altri non compatibili.